La potatura degli alberi da frutta e ornamentali

PREMESSA

Questa dispensa propone un sistema elementare di potatura basato sull’assecondamento delle tendenze naturali delle piante, la sua validità è quindi limitata al giardinaggio ed alla frutticoltura di tipo famigliare. Per iniziare ricordiamo alcuni concetti fondamentali utili ad orientare le nostre azioni:

1) le piante non hanno esigenza di essere potate, in natura prosperano rigogliose senza l’intervento dell‘uomo.

2) la potatura è sempre fonte di sofferenza per la pianta, una potatura malfatta la può danneggiare irrimediabilmente o può farla morire.

Piuttosto che potare male è meglio non potare.

3) la potatura è una tecnica inventata dall’uomo con tre scopi precisi:

DARE UNA FORMA ALLA PIANTA

CONTENERNE LE DIMENSIONI

AUMENTARE LA PRODUZIONE DI FIORI E FRUTTI

TECNICA DI POTATURA

La potatura naturale

Il sistema di potatura che proponiamo è molto semplice e dotato di poche regole di facile comprensione, ideale quindi per il giardiniere dilettante e per l’agricoltore famigliare.

Esso ha lo scopo di dare alla pianta una forma naturale e regolare in modo da facilitare lo scorrimento della linfa all’interno dei rami, la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce nella chioma.

Il sistema è basato su concetti di tipo estetico e geometrico, anche se l’esperienza dimostra che una pianta ben formata è anche un’ottima produttrice di frutti; per questa ragione il metodo sta prendendo piede anche nelle culture intensive, specialmente per la notevole riduzione di lavoro che esso comporta.

Il sistema naturale di potatura prevede l’asportazione di rami completi, siano essi di grandi o piccole dimensioni e non consente in alcun caso la capitozzatura della pianta o il taglio effettuato a metà di un ramo, qualunque ne sia la dimensione;

Il taglio corretto sarà quindi effettuato in corrispondenza di una biforcazione e sarà netto e parallelo alla superficie del ramo rimasto in modo da non lasciare monconi.

Nell’asportare i rami cercheremo di ottenere una forma armoniosa e simmetrica, eliminando per prima cosa i rami secchi o rotti, tagliando poi quelli che crescono orientati verso il centro della pianta ed i ricacci verticali interni, in ultimo elimineremo quelli che ne incrociano altri o che crescono paralleli o troppo ravvicinati tra loro.

Dovremo anche porre attenzione nel mantenere la simmetria della chioma riducendo in modo uniforme il numero dei rami.

Il taglio di ritorno

Volendo ridurre le dimensioni della chioma dovremo procedere al taglio dei rametti apicali utilizzando la tecnica detta “taglio di ritorno“.

Il “taglio di ritorno” consiste nel tagliare il ramo che si desidera accorciare, in corrispondenza dell’attaccatura di un ramo più basso, in modo che questo, più corto, lo rimpiazzi nella sua funzione apicale.

Questo sistema non interrompendo il flusso regolare della linfa evita l’emissione di ricacci concentrati nella zona del taglio, e dà alla chioma un’impostazione definitiva che non richiederà negli anni successivi che interventi modesti di correzione e pulizia.

Salvo poche eccezioni è possibile potare con questo sistema tutte le piante da frutta e la maggior parte di arbusti e di alberi ornamentali.(Le eccezioni sono trattate in un apposito paragrafo).

Questo sistema si contrappone alla capitozzatura, tecnica che viene molto spesso praticata per il contenimento delle dimensioni delle piante e che può sembrare a prima vista più efficace. La pratica ha dimostrato che questo non è vero, poiché bastano pochi anni alla pianta capitozzata per riprendere le dimensioni originali sempre che il trauma conseguente alla potatura non l’abbia irrimediabilmente danneggiata.

La capitozzatura inoltre è esteticamente brutta e favorisce la malformazione della pianta e l’insorgere di malattie. Se più volte ripetuta provoca inoltre la formazione di calli nella zona d’inserimento dei nuovi rami fenomeno che può causarne la caduta.

Caratteristiche del taglio

Il taglio deve essere effettuato con forbici da potare, troncarami o seghetto e deve essere netto, senza sbavature e deve lasciare le superfici lisce e compatte.

Per questo motivo è di grande importanza la qualità degli utensili utilizzati, che devono essere precisi e affilati; infatti, un taglio slabbrato o con superficie rugosa può consentire l’insediamento di microrganismi, i quali continuando la loro azione possono penetrare all’interno dei rami e del tronco, apportando danni irreparabili alla pianta.

E’ quindi indispensabile disinfettare le superfici risultanti dal taglio con una soluzione di solfato di rame al 5% o con tintura di propoli e quindi rivestirle con corteccia sintetica (Fitobalsam). Molto pratici risultano i prodotti come il Cifo Cicatron che permettono con una sola operazione di disinfettare e sigillare i tagli in quanto contengono un prodotto antifungino.

Le cortecce sintetiche come il Fitobalsam e il Cicatron sono prodotti che applicati con il pennello o con una spatola sulle ferite della pianta esercitano un azione protettiva e disinfettante impedendo ai batteri di intaccare il legno dei rami e del tronco.

CASI PARTICOLARI

Alcune piante hanno esigenze particolari che cerchiamo di ricordare caso per caso.

Piante che non tollerano drastiche potature:

Alcune specie arboree non tollerano drastiche potature e, se potate, entrano in uno stato di sofferenza che impedisce loro di riprendere uno stato vegetativo normale e che, in molti casi, può portarle alla morte; gli interventi, su piante appartenenti a queste specie, saranno pertanto limitati ad una leggera azione di pulizia e di contenimento, con l’eliminazione del minimo possibile di rami.

Tra le piante che appartengono a questa categoria le più note sono: Il ciliegio, l’albicocco, l’ippocastano, la quercia ed in genere le conifere.

Piante che fioriscono o fruttificano sul ramo dell’ anno:

Alcune specie vegetali fioriscono o fruttificano sui rami appena emessi, in questi casi, al momento della potatura, i rami che produrranno fiori e frutti non sono ancora presenti.

Le specie vegetali che presentano questo tipo di comportamento non sono molto numerose, ma tra di esse ne troviamo alcune molto importanti e diffuse.

Senza pretesa di ricordarle tutte citiamo: la vite, la rosa, l’actinidia, il glicine, la legerstroemia,la mora,l’ibisco, ecc..

Nel potare piante appartenenti a queste specie si ricorre all’accorciamento drastico dei rami, in quanto, queste specie vegetali hanno la tendenza a ricacciare il nuovo ramo partendo dalla cima di quello emesso l’anno precedente, cosa che ne rende il portamento, in assenza di potatura, scomposto ed incontrollabile.

Per la potatura di queste piante si interviene in due fasi successive; nella prima detta di formazione si seguono le stesse regole viste nel capitolo potatura secondo il sistema naturale (eliminazione dei rami difettosi, dei rami interni, dei rami in eccesso, di quelli vecchi e malformati) nella fase successiva si accorciano i rami emessi nell’anno precedente tagliandoli sopra una gemma rivolta verso l’esterno lasciando un numero di gemme variabile da specie a specie secondo la tabella seguente.

Pianta    n. di gemme    note

Rosa      3 - 4     

glicine   5 - 7     

actinidia      5 - 7     

vite      3 - 10    a seconda del tipo di impianto

altre specie   3 - 4     

Il taglio deve essere netto, eseguito al disopra di una gemma rivolta verso l’esterno della pianta, non troppo vicino ad essa (3-4 mm.) e deve essere inclinato all’opposto della gemma in modo che l‘acqua della pioggia possa scolare senza colpirla direttamente.

Piante che fioriscono o fruttificano sul ramo dell’anno precedente:

Alcune piante assai diffuse fioriscono e fruttificano sul legno prodotto l’anno precedente e devono quindi essere potate a fioritura avvenuta; ne ricordiamo alcune specificando la tecnica da adottare.

La forsithia può essere accorciata drasticamente in analogia con le rose, aspettando però che esaurisca la sua fioritura spettacolare.

L’ ortensia presenta una “falsa rifiorenza” dovuta al fatto che la prima fioritura avviene su gemme apicali svernanti portate dai rami dell’anno precedente, mentre una seconda si ha, prodotta dai rami che si sviluppano nell’anno. Se viene potata corta durante l’inverno, vengono asportati tutti i fiori della prima fioritura lasciando solo quelli della seconda.

Il lampone fiorisce sul ramo dell’anno precedente ed anche in questo caso la potatura corta asporta tutti i rami portatori di frutti.

Le piante appartenenti a questa categoria possono essere sfoltite solo mediante l’asportazione di rami completi.

ATTREZZI PER LA POTATURA

Avere a disposizione efficienti strumenti di lavoro e la premessa fondamentale per lavorare velocemente senza procurare danni alle piante.

Scegliete attrezzi di marca acquistandoli possibilmente in un negozio specializzato, dove vi sappiano consigliare e fornire ricambi e assistenza. Evitate quelli troppo economici ricordando che quelli di qualità con una buona manutenzione potranno durare molti anni.

    I principali attrezzi per la potatura sono:

    le forbici da potare eventualmente con il fodero,

    il troncarami

    lo svettatoio

    il seghetto

    le forbici a manico prolungato o telescopico

    i guanti

Tra i prodotti ricordiamo il mastice di cui abbiamo precedentemente ricordato la funzione e quindi il pennello o la spatola per distribuirlo, ed i sistemi di fissaggio per i rampicanti.

Analizziamo brevemente le caratteristiche dei moderni tipi di attrezzi esistenti in commercio. Le forbici si dividono in due categorie a seconda del tipo di lama che impiegano per il taglio: possono essere a cesoia, quando le lame esercitano l’azione di taglio scorrendo l’una sull’altra, sovrapponendosi, oppure ad incisione quando una lama tagliente si appoggia su di una controlama piana costruita in materiale morbido chiamata incudine.

Le forbici a cesoia richiedono uno sforzo maggiore per eseguire il taglio, in compenso tollerano errori e maltrattamenti, le forbici ad incisione richiedono poco sforzo per eseguire il taglio ma sono più delicate. Le forbici a cesoia più note e diffuse sono quelle costruite dalla ditta svizzera Felco mentre quelle ad incisione più note appartengono alla tedesca Lowe.

I troncarami moderni sono tutti dotati di lama ad incisione e sono in grado di recidere rami fino a 50 mm. Tra i più diffusi segnaliamo quelli delle ditte Bacho e Wolf.

Gli svettatoi sono dotati di manici telescopici grazie ai quali possono raggiungere altezze superiori ai cinque metri con una capacità di taglio che può superare i 40 mm. Sullo stesso manico è possibile montare un seghetto per tagliare rami di grandi dimensioni.

Quando il diametro dei rami è inferiore a 25 mm, si possono utilizzare le forbici telescopiche più leggere e veloci dello svettatoio.

I seghetti di concezione moderna, hanno la stradatura interna allo spessore della lama che consente loro un taglio preciso e veloce. Oggi quasi tutte le aziende produttrici di attrezzi ne hanno in catalogo, tra le migliori ricordiamo la Felco e la Ars.

I seghetti con lama tradizionale non sono consigliati per la potatura poiché lasciano la superficie del taglio scabrosa con il rischio di favorire l’insediamento dei funghi e dei batteri.

CONCLUSIONE

Non ci resta che augurarvi buon lavoro, nella speranza di avervi fornito uno strumento utile e di semplice comprensione. 

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